L'abbazia di San Fruttuoso con la cupola ottagonale affacciata sulla piccola spiaggia, circondata dal bosco del promontorio di Portofino
Abbazia di San Fruttuoso — foto: Hayden Soloviev · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Visto dal lungomare di Chiavari, il promontorio di Portofino chiude il Golfo del Tigullio verso ponente come una grande quinta verde. Da vicino è molto di più: un monte che scende a picco sul mare, coperto di lecci, pini, castagni e ulivi, attraversato da una rete di sentieri che collega borghi marinari, chiesette, antichi mulini e insenature raggiungibili soltanto a piedi o in barca. Camminare qui è uno dei modi più belli per conoscere la Riviera di Levante lontano dalle strade.

Un'area protetta dal 1935

La tutela del promontorio ha radici lontane: l'area è protetta da una legge del 1935, nata anche per contrastare il progetto di una strada panoramica che avrebbe dovuto attraversare il monte tra Camogli e Santa Margherita Ligure. Oggi è gestita dall'Ente Parco Naturale Regionale di Portofino, istituito con una legge regionale del 1995, e comprende i territori di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure. Il Parco cura decine di chilometri di sentieri segnalati e ha recuperato luoghi di interesse storico come il Semaforo Vecchio, le Batterie, il mulino del Gassetta e l'eremo di Niasca.

Il valore naturalistico è notevole: il promontorio ospita una delle maggiori concentrazioni di specie vegetali del Mediterraneo, in uno spazio relativamente piccolo, con ambienti che cambiano in pochi passi dal bosco fresco dei versanti interni alla macchia assolata delle scogliere.

I punti di partenza e gli incroci principali

La rete dei sentieri collega i due centri alle estremità del promontorio, Camogli e Portofino. Tra i punti di partenza più usati ci sono:

  • San Rocco di Camogli, frazione sulle alture sopra Camogli, raggiungibile dalla strada panoramica di Ruta o a piedi dal paese;
  • Portofino Vetta, sulla parte alta del monte, da cui si scende verso l'interno del Parco;
  • Portofino stessa, da cui parte il sentiero costiero verso San Fruttuoso.

Il crocevia più importante è il passo delle Pietre Strette, chiamato così perché si apre tra torrioni di roccia: qui si incrociano molti percorsi ed è un buon punto per orientarsi. Da Portofino Vetta si può scendere verso San Fruttuoso passando proprio per le Pietre Strette, lungo un sentiero che attraversa il bosco e il vallone fino al mare.

San Fruttuoso: l'abbazia nella baia

La meta più celebre è San Fruttuoso di Camogli, un minuscolo approdo raggiungibile esclusivamente a piedi o via mare. L'abbazia nasce come chiesa nell'VIII secolo e viene ricostruita nel X secolo come monastero benedettino. Nel XIII secolo la famiglia Doria vi trasferì il proprio sepolcreto, e le tombe trecentesche in marmo e pietra grigia sono ancora oggi uno dei luoghi più suggestivi del complesso. La torre che domina la baia fu costruita nel 1562 dagli eredi di Andrea Doria per difendersi dalle incursioni dei pirati.

Dal 1983 l'abbazia appartiene al FAI – Fondo per l'Ambiente Italiano, che ne ha curato un lungo restauro. Nel mare davanti alla baia, a circa quindici metri di profondità, si trova il Cristo degli Abissi, la statua in bronzo di Guido Galletti posata sul fondale nel 1954. Per orari e modalità di visita dell'abbazia conviene consultare direttamente il sito del FAI.

Quale sentiero scegliere

Il percorso che collega Portofino a San Fruttuoso è uno dei più frequentati: sale dal borgo, attraversa boschi e uliveti e incontra l'incrocio di Base O, dove si trova un'area picnic, prima di scendere verso la baia. È un sentiero vero, con salite e discese, ma adatto a chi è abituato a camminare.

Diverso è il discorso per il percorso che dal lato di Camogli passa per le Batterie, vecchie postazioni militari affacciate sul mare: la discesa verso San Fruttuoso su questo versante è impegnativa ed esposta, riservata a escursionisti esperti e ben equipaggiati. Se non siete sicuri, scegliete l'itinerario più semplice e tenete le varianti più tecniche per un'altra volta.

Da sapere: prima di partire controllate sul sito ufficiale dell'Ente Parco lo stato dei sentieri, eventuali chiusure o ordinanze. Portate scarpe da escursionismo, acqua a sufficienza e protezione dal sole, ed evitate le ore più calde nei mesi estivi. Orari e disponibilità dei battelli per il rientro vanno verificati con gli operatori.

Come organizzare la giornata

Un'idea pratica è andare a piedi a San Fruttuoso e rientrare via mare, quando i collegamenti sono attivi, oppure fare il contrario. Camogli e Santa Margherita Ligure si raggiungono in treno lungo la linea costiera, e da lì si arriva ai punti di partenza dei sentieri. Primavera e autunno sono le stagioni ideali: temperature miti, fioriture o colori caldi, meno affollamento.

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