La facciata con il pronao a colonne corinzie della Cattedrale di Nostra Signora dell'Orto a Chiavari
Cattedrale di Nostra Signora dell'Orto, Chiavari — foto: Parma1983 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Per i chiavaresi i primi giorni di luglio hanno un sapore speciale. È il tempo della festa patronale di Nostra Signora dell'Orto, la Madonna a cui è dedicata la cattedrale della città: giorni in cui le celebrazioni religiose si intrecciano con la fiera, la musica e, per tradizione, i fuochi d'artificio. Chi si trova in Riviera in quel periodo ha l'occasione di vedere Chiavari nel suo momento più sentito.

Un'immagine nata da un voto

La storia comincia alla fine del Quattrocento. Una donna del quartiere di Rupinaro, Maria de' Guerci detta Turchina, scampata alla pestilenza del 1493, fece dipingere per ringraziamento un'immagine della Madonna con il Bambino benedicente, affidandola al pittore Benedetto Borzone. L'immagine si trovava in una zona allora coltivata a orti: da qui il nome con cui è conosciuta ancora oggi.

L'apparizione del 2 luglio 1610

Secondo la tradizione, la Vergine apparve a un cittadino, Sebastiano Descalzo, nella notte del 18 dicembre 1609 e poi il 2 luglio 1610. In quegli anni la città, come molte altre, conviveva con la paura delle epidemie, e il culto dell'immagine crebbe rapidamente. Il 2 luglio è rimasto la data centrale della devozione: la festa patronale ne ricorda l'anniversario.

La cattedrale

Per custodire l'immagine venne costruita una nuova chiesa: i lavori iniziarono il 1° luglio 1613 e si conclusero nel 1620. Nel 1892, con la nascita della Diocesi di Chiavari, la chiesa divenne cattedrale, e nel 1904 ottenne il titolo di basilica minore. Il grande pronao neoclassico con le sue colonne corinzie, progettato dall'architetto modenese Luigi Poletti, fu realizzato tra il 1841 e il 1907 ed è oggi uno dei simboli della città. All'interno si conservano, fra l'altro, opere dello scultore genovese Anton Maria Maragliano.

La cattedrale si trova a circa 500 metri in linea d'aria da Corso Lima: si raggiunge con una breve passeggiata tra le vie del centro, e vale la visita in qualsiasi periodo dell'anno. Accanto alle date di luglio, il calendario della cattedrale ricorda anche San Sebastiano, il 20 gennaio, e San Rocco, il 16 agosto: due santi legati alla protezione dalla peste, a conferma di quanto la memoria delle epidemie abbia segnato la devozione cittadina.

Come si vivono i giorni della festa

Le festività si concentrano tradizionalmente tra il 1° e il 3 luglio, precedute da giorni di preparazione spirituale nell'ultima parte di giugno. Il programma cambia di anno in anno, ma alcuni elementi ricorrono con regolarità:

  • le celebrazioni in cattedrale, con più messe nel giorno della solennità del 2 luglio;
  • la grande fiera di merci varie, che il 2 luglio anima le vie cittadine con bancarelle di ogni genere;
  • la processione per le vie del centro con la statua della Madonna, accompagnata dalle confraternite e dai crocifissi processionali;
  • concerti e momenti di festa, spesso sul sagrato della cattedrale;
  • lo spettacolo pirotecnico che, di norma, chiude i festeggiamenti.

È un'atmosfera diversa da quella dei grandi eventi turistici: qui la festa appartiene prima di tutto alla comunità, e chi la osserva con rispetto viene accolto con naturalezza. La fiera, in particolare, è un'occasione per vedere il centro pieno di vita e di famiglie.

Da sapere: giorni, orari delle funzioni, percorso della processione e momento dei fuochi d'artificio vengono stabiliti di anno in anno. Prima di organizzarvi consultate i canali ufficiali della Diocesi di Chiavari, il sito del Comune di Chiavari e il portale turistico cittadino.

Luglio a Chiavari

Inizio luglio è anche un bel momento per il mare: si può trascorrere la giornata in spiaggia e la sera tornare in centro per la festa. Nei giorni della fiera il traffico è intenso e muoversi a piedi è la soluzione migliore.

Casa Relax, in Corso Lima, è nel centro di Chiavari, a pochi minuti a piedi dalla cattedrale e dal lungomare: una posizione comoda per seguire la festa senza dover prendere l'auto.

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